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lunedì 16 luglio 2012

Dissesto!



Il Partito Democratico ha votato favorevolmente alla delibera di dissesto, una decisione grave e seria che segna un momento negativo nella vita amministrativa del comune di Alessandria.
Si poteva evitare il dissesto? A questo punto purtroppo no, ma il ragionamento va completamente ribaltato : in questi anni, negli anni di amministrazione del centrodestra , si è fatto di tutto per arrivare a questo risultato, in maniera scientifica e dissennata allo stesso tempo.
5 anni di scelte  e azioni sbagliate che la corte dei conti ha messo in risalto impietosamente nella sua sentenza che ne  analizza dettagliatamente tutti gli aspetti, dai disavanzi ,agli squilibri di gestione, al ricorso cronico alle anticipazioni e ai mancati interventi della passata amministrazione per superare la grave situazione finanziaria.
La gestione stessa delle partecipate, in parte inutili e già giustamente liquidate dalla nuova amministrazione, in parte ridotte al quasi fallimento ha ulteriormente impoverito la città e mette a rischio stipendi per i lavoratori e servizi per i cittadini. Ripartire da questo disastro non sarà facile, la strada del dissesto è inevitabile e dura allo stesso tempo,le conseguenze per i cittadini ci saranno e  i tempi del risanamento non saranno brevi, è necessario che la politica attui tutte le proposte e interventi necessari per salvaguardare l occupazione e i servizi e nel contempo avviare un opera di risanamento . La neo sindaco Rita Rossa , la giunta e la maggioranza in consiglio comunale hanno assunto una responsabilità innanzitutto come dovere nei confronti della città ; non condividiamo l assenza al voto  sul dissesto di chi ha pesanti colpe e continua a negarle, nè comprendiamo quella di altre formazioni che al momento solo a parole hanno a cuore una svolta nella città. Un lavoro difficile ci attende, per ripartire davvero.

Coordinamento PD Alessandria

venerdì 1 giugno 2012

Un grande successo

21 maggio 2012: Rita Rossa  è sindaco di Alessandria
la Ceriana entra in comune con 5 consiglieri !

Risultati ballotaggio  Alessandria Sud   Rita Rossa 72, 5%   Piercarlo Fabbio  27, 5%
Consiglieri Eletti

Gianni Ivaldi ( assessore)    799 
Daniele Coloris                   216
Erik Barone                        186
M.T Gotta                           183
Roberto Massaro                 183

mercoledì 2 maggio 2012

Alessandria, anno zero - un voto per ripartire



 La preoccupazione maggiore per Alessandria è la crisi economica, presente in ogni settore  e zona, non trova nessuna indicazione e possibilità di risoluzione a livello locale; anzi, le possibilità di sviluppo che il nostro territorio può e deve avere, sono state vanificate da scelte errate fatte dall’attuale amministrazione che ha compromesso soprattutto la possibilità di rilancio occupazionale.

Questa amministrazione ha ridotto la qualità e quantità dei servizi, dall’aumento delle rette degli asili alla trascuratezza nell’affrontare la salute dei cittadini, con la vicenda delle farmacie comunali vendute non si sa ancora bene a chi e la desolante rinuncia alla prospettiva della costruzione del nuovo ospedale di Alessandria da parte dell’Amministrazione Comunale e della Giunta Regionale.

La pessima gestione economica e clientelare ha portato soprattutto in ATM e AMIU a gravi rischi per i dipendenti e privatizzazioni affrettate. Non ingannino i bilanci presentati, tanto è vero che il debito strutturale sta aumentando,  e allo stato attuale non sono in grado di assicurare una gestione decente per il futuro. I debiti, soprattutto verso il CISSACA, la cessione di Aristor accentuano la grave situazione economica e sociale della città.
La tutela dell'ambiente resta sempre uno degli aspetti sul quale orientare le politiche di una amministrazione; oggi, a differenza di qualche decennio fa, è possibile coniugare meglio la tutela dell'ambiente con lo sviluppo industriale mantenendo la vocazione produttiva delle nostre aree, come ad esempio la Fraschetta, selezionando adeguate politiche di bonifica e spingendo la produzione industriale verso i settori di più alta qualità.  
Le scelte assurde in tema di logistica (spostata solo sulla carta a San Michele senza collegamenti ferroviari), hanno non solo precluso qualsiasi possibilità di sviluppo in questo settore che teoricamente avrebbe portato a numerosi posti di lavoro, ma anche affossato lo scalo ferroviario che da grosso impianto è diventato una enorme struttura semi abbandonata; sempre nel campo ferroviario la perdita dei collegamenti principali, le scelte (o non scelte) sui parcheggi della stazione, la mancata realizzazione di un movicentro (  per le corriere ) la presenza di numerosi passaggi a livello del territorio sono sinonimo colpevole di disinteresse verso un settore strategico come quello del trasporto ferroviario
Non ha pagato la scelta di un centro città aperto al traffico legato agli aumenti dei costi dei parcheggi, le difficoltà di collegamento con la Fraschetta, il quartiere Cristo quasi isolato, con tutti i problemi commerciali inerenti a tale situazione.
 Una seria politica sul trasporto pubblico non è mai stata affrontata. Le zone 30 e Ztl sono servite solo a fare percentuali, ma sono mal dislocate per non dire fasulle. C'è la necessità di progetti nuovi e efficienti, è possibile migliorare .
Le assurde scelte fatte sulla raccolta attualmente "differenziata" solo rispetto alle varie zone della città, non solo non ha portato a benefici economici nella gestione del AMIU, ma ha compromesso la buona percentuale di raccolta che si stava attuando con il porta a porta in progressiva dismissione.
Il teatro comunale, su cui la precedente giunta regionale aveva fatto importanti investimenti economici e politici è tuttora chiuso senza che si veda una data certa di riapertura.
La contestata approvazione del Bilancio Comunale (con il parere negativo dei revisori), le indagini in corso , gli arresti sono stati il risvolto finale e tragico, che certifica innanzitutto il fallimento politico di questa amministrazione, oltre a quello finanziario; l'imminente pronuncia della corte dei conti porterà a serie conseguenze per tutti noi. Ritrovare moralità ,serietà sulle scelte politiche e sulle persone deve essere per tutto il centrosinistra punto di riferimento e motivo di discrimine assoluto.
Il compito che ci attende è sicuramente arduo, lo spettro del dissesto provocato dal centrodestra incombe , occorrerà fare scelte oculate e avere persone serie e competenti, ma l interesse e l entusiasmo che Rita Rossa sta riscuotendo tra la gente è notevole  e costante.
La Primavera di Alessandria inizia il 6 e 7 Maggio !

Daniele Coloris

martedì 20 marzo 2012

Ormai ci siamo



Ormai ci siamo. Il countdown, che ci porterà alle elezioni per il rinnovo dell’ amministrazione comunale il 6 e 7 Maggio prossimi, è cominciato. Anche i più distratti passeggiando per le vie del centro, lo scorso week-end, se ne sono accorti. Vedendo la lunga fila di banchetti e gazebo, ognuno con la propria “chincaglieria” di sogni, da offrire al prezzo di un voto o di una preferenza. Alle fine si prevedono tra i 10 ed i 15 candidati sindaco e tra i 200 e 350 candidati per il consiglio comunale. Un affollamento che certamente non aiuterà il comune elettore a discernere tra le varie opzioni.  Anche il confronto tra i candidati, stante la vigente legge sulla par condicio, sarà pressoché impossibile almeno fino alla conclusione del primo turno elettorale.
Ed allora via ai “santini”, ai facsimile, alle spille, alle telefonate, agli sms, alle incursioni sul web, ai banner sui siti, agli annunci su facebook : tutto questo per la gioia delle tipografie e dei media locali.
Del resto ogni rito ha la sua liturgia e, quindi,  prepariamoci ad assistere, cercando almeno di cogliere le differenze che pur esistono tra le varie proposte.
Meritano a riguardo un’attenzione particolare le mosse dell’attuale sindaco che,  incassato il sostegno del proprio partito (il cui simbolo, per ora, sembra sparito…), ha iniziato la campagna elettorale con una serie di manifesti per le strade che decantano le sue “grandi gesta” in questo quinquennio. La riqualificazione di Corso Acqui , le fontane pubbliche, le telecamere di videosorveglianza, le piste ciclabili, l’illuminazione a led della città, persino… la sostituzione delle panchine! Tutte iniziative lodevoli (seppur da verificare nella loro completa attuazione) che si addicono più all’attività di  un assessore ai lavori pubblici che non a quella di un primo cittadino!
Il sindaco Fabbio, invece, dovrebbe dare alla città delle risposte più puntuali su altre questioni: sul bilancio, sulla recente sentenza della Corte dei Conti, sullo stato delle aziende partecipate, sul  destino del personale precario dei nidi e delle materne comunali, sul debito con il CISSACA, sulla qualità dell’aria che respiriamo, sullo sfaldamento della sua maggioranza,  sulla sua prossima convocazione in Procura della Repubblica accompagnato dall’ex assessore al bilancio e dall’ ex ragioniere capo,etc.
Di tutto questo non c’è traccia sui manifesti, ma non disperiamo… del resto  Fabbio è un sindaco che FA!
Ci piacerebbe inoltre sapere come mai, ogni volta che piove, alcune zone della città si allaghino regolarmente e si aprano crateri in tante strade: ma il sindaco non se ne preoccupa… Invia gli addetti con la macchina tappabuchi, la vera innovazione di questi anni, che come il 7° cavalleggeri nei vecchi film western, prontamente risolleva le sorti del nostro accidentato andare… almeno fino alla prossima pioggia!
E poi, ora che non c’è più un euro nelle casse comunali, che ne sarà del Piano Strategico per il futuro della città, così pomposamente presentato “urbi et orbi” con tanto di presenza del “maestro di cerimonie”, Bruno Vespa?
E se chiedessimo a chi lo ha preparato, incassando in 4 anni oltre 500.000 Euro, di aggiungervi un’appendice dal titolo: “Il Piano Strategico della città di Alessandria nel tempo del dissesto finanziario”?
Purtroppo, le ragioni per essere di buon umore sono finite da un pezzo mentre incalzano i problemi in tutta la loro drammaticità. Al momento le proposte alternative, offerte dai candidati sindaco in campo, salvo poche eccezioni, destano molte perplessità.
Chissà che la saggezza degli alessandrini, che si esprimerà con il  voto,  non metta un po’ di ordine in questa babele d’illusioni  e… di smodate  ambizioni!
Alla fine di tutto resta la città con i suoi abitanti.
Ed allora resto attaccato  pervicacemente ad un’idea di città che punta sull’organizzazione di una vita di qualità, che alimenta e compone speranze individuali con quelle collettive.
Una città che sperimenta un nuovo rapporto tra cittadini ed istituzioni e riscopre un’attitudine all’accoglienza verso le condizioni tipiche della fragilità umana.
E, in essa, un’amministrazione che propone la pianificazione come lo strumento per la promozione di uno sviluppo urbano sostenibile e  promuove la coesione sociale e la cittadinanza attraverso la piena partecipazione alla vita della comunità ed ai processi di scelta che riguardano il suo sviluppo nel segno della trasparenza e della legalità.
Un’illusione, un sogno? Può darsi. Ma del resto, sognare costa molto meno di un set di penne stilografiche… anzi,  non costa proprio nulla!

PS: Anche un lavoratore precario del nido o della materna comunale costa alla collettività, in un anno, meno del set di penne stilografiche recentemente acquistato da questa amministrazione per gli omaggi agli ospiti. Ma di questo il sindaco non ha tempo di occuparsi…! E’ troppo impegnato a coltivare le rose della Moldavia per fare di Alessandria una “ città fiorita”!

(dal blog di Appunti Alessandrini)

Roberto Massaro

lunedì 19 marzo 2012

Alcune Riflessioni Sulla Raccolta Rifiuti Ad Alessandria



Osservando i risultati della raccolta rifiuti della città di Alessandria si può notare come dall’esperimento sulla raccolta porta a porta iniziata nel mese di Agosto 2005 nel Quartiere Cristo si siano  ottenuti, da subito, risultati più che soddisfacenti raggiungendo la quota del 72%, e che questa sia man mano diminuita in percentuale con l’allargamento alle altre zone della città (circa il 50% attuale).
A confermare la necessità del servizio Porta a Porta sono i risultati ottenuti da due comuni in zone diametralmente opposte della nostra penisola come NOVARA governata dal Centro Destra e SALERNO governata dal Centro Sinistra che hanno ottenuto, con questo sistema quote superiori al 70% . Maggior merito si deve dare al Sindaco di Salerno perché questa città è collocata in una zona molto sensibile del Paese (l’esempio di Napoli i cui cittadini hanno passato momenti drammatici per l’emergenza rifiuti)  ed evidenzia quanto contino le scelte e il modo di renderle esecutive.
Certamente l’ostilità verso questo sistema da parte del Centro Destra definito troppo costoso e che, in caso di elezione del Sindaco Fabbio avrebbero “buttato a Tanaro”, ha contribuito, per alcuni  strati di popolazione, a differenziare in modo scorretto poiché il sistema di raccolta stradale non consente la facile individuazione dei trasgressori e sorprenderli sul fatto pare cosa alquanto improbabile, con il conseguente risultato di portare la percentuale di differenziata a perdere circa venti punti percentuale e facendo correre il rischio di incorrere nelle sanzioni previste per il mancato raggiungimento dei parametri dettati dalle normative Europee che innalza progressivamente, di anno in anno, la percentuale da raggiungere per limitare al massimo la costruzione di nuovi inceneritori o discariche a cielo aperto, cosa che nessuno vuole vicino a casa propria.
Consideriamo inoltre che la sostituzione dei cassonetti per la modifica del servizio che da Porta a Porta è passato a Stradale ha comportato un notevole esborso di denaro pubblico (svariati milioni di euro) che poteva essere evitato continuando con il vecchio sistema e utilizzando i vecchi cassonetti ancora efficienti, ma che ha ulteriormente abbassato la percentuale di differenzazione (circa 42%)
Oltretutto il servizio di raccolta stradale ha ridotto di molto i posti di sosta delle auto nelle zone dove sono stati posizionati e dove possiamo notare in modo costante molti veicoli in sosta sui passaggi per disabili,
La raccolta stradale che di fatto non permette il controllo tempestivo della correttezza della raccolta e l’individuazione del trasgressore penalizza soprattutto gli utenti virtuosi che in caso di sanzioni pagherebbero la loro quota pur avendo differenziato correttamente.
Nella valutazione fatta dal Circolo Ceriana del Partito Democratico del Cristo abbiamo individuato, da esperienze attuate dai Comuni della Val di Cembra (Trentino) che grazie alla predisposizione di un nuovo sistema di raccolta del rifiuto secco non riciclabile basato sul rilevamento degli svuotamenti che in futuro permetterà di calcolare una tariffa basata sul rifiuto prodotto da ogni singola famiglia.
Con questo sistema l’utente, per pagare di meno sarà invogliato a differenziare la raccolta con beneficio per l’ambiente e per le tasche degli utenti.
Purtroppo non sarà possibile modificare questo sistema e come per il Ponte Cittadella, il nuovo Sindaco, sia di destra che di sinistra, dovrà chiedere forzatamente nuovi sacrifici per i cittadini in momenti drammatici per il paese e se i nostri governanti non troveranno il modo di lasciare più soldi in tasca ai contribuenti come ad esempio permettere la detrazione di oneri come le spese di metano, essenziali per la vita delle persone.
Chiediamo sempre ai cittadini di avere senso di responsabilità e sacrificio per il bene del Paese, ma per il bene del Paese si parte sempre dal basso. Sarebbe ora che i sacrifici iniziassero a partire dall’alto e che gli amministratori pubblici usassero la diligenza del buon padre di famiglia e ripartissero le risorse dei tributi ripartendole equamente sui vari territori, ma sempre salvaguardando le fasce più deboli.
Sono sempre più numerose le famiglie che hanno bisogno di solidarietà e chi pretende  di voler vivere in una società civile dovrà dimostrare di meritarlo con i fatti.

Mauro Vercellese

venerdì 24 febbraio 2012

Organizzare la speranza


La sentenza è arrivata. La Corte dei Conti ha espresso un giudizio chiaro ed inequivocabile: “La sezione ritiene che il Comune di Alessandria versi in una situazione di squilibrio strutturale che può preludere al dissesto finanziario, perché la situazione debitoria complessiva, sia di competenza che di cassa, si va aggravando progressivamente, di anno in anno”.
La stessa sentenza, redatta in 48 pagine, dichiara altresì  che “ l’ente (il Comune) non ha adottato, se non parzialmente e in modo inefficace, i necessari interventi correttivi ed i conseguenti provvedimenti gestionali diretti a sanare le irregolarità e criticità riscontrate, ripianare la situazione debitoria e ripristinare stabilmente gli equilibri di bilancio.
Purtroppo la delibera della Corte dei Conti è pesante, grava sulle spalle dell’attuale amministrazione ma drammaticamente avrà ripercussioni sulla vita di tutti gli alessandrini. La dichiarazione di dissesto tecnicamente implica per un Comune: il taglio dei servizi, l’annullamento degli investimenti con i mutui, il licenziamento del personale precario e l’aumento delle tariffe.
Pertanto non c’è motivo di soddisfazione per nessuno ma, al contrario, di forte preoccupazione visto che questo dissesto, qualora venisse confermato,  si inserirebbe in quadro macroeconomico nazionale ed europeo già difficile.
Il Sindaco, appena resa nota la sentenza, anziché prendere atto del tracollo complessivo della sua gestione ha scompostamente accusato la precedente amministrazione comunale guidata da Mara Scagni ed ha invocato un giudice super partes in vista dell’ultimo round con la Corte dei Conti previsto per il prossimo 21 Marzo.
Premesso che la magistratura contabile è già di fatto super partes e quindi non si comprende a quale altro organo terzo si riferisca il Sindaco, addossare alla precedente amministrazione la responsabilità dell’attuale situazione è il segno che non si ha più nulla da dire e  che si è giunti al capolinea.
A riprova di questo, il Sindaco ha disertato l’ultimo Consiglio Comunale del 20/02 u.s. per “improrogabili impegni di partito” sottraendosi al confronto con i partiti; una scelta irresponsabile che si commenta da sola.
L’attuale amministrazione di centrodestra partita cinque anni fa con un ampio consenso tra gli alessandrini deve ammettere il proprio fallimento ed accettare di farsi da parte “per il bene di Alessandria”.
Da questa situazione si può uscire solo ponendo lo sguardo al futuro e organizzando la speranza!
E’ un appello soprattutto alla coalizione di centrosinistra che, credo, abbia le maggiori chances di porsi autorevolmente come alternativa a ciò che sarà del centrodestra alessandrino.
Si metta a cornice del programma elettorale il motto della nostra città: DEPRIMIT ELATOS LEVAT ALEXANDRIA STRATOS (Alessandria umilia i superbi ed esalta gli umili).
Dentro questa cornice, il cui significato non lascia molto spazio ad interpretazioni soggettive, si declini il quadro programmatico su poche idee forti che mettano al centro i servizi alla persona e alle famiglie (soprattutto quelle più in difficoltà), i giovani, il lavoro, la cultura e l’ambiente.
Su queste idee poi, ci si confronti con gli attori sociali e gli operatori economici della comunità locale e si allarghino e valorizzino i luoghi e gli strumenti di democrazia e di partecipazione.
L’uscita da questa crisi non può risolversi dentro le mura di Palazzo Rosso ma deve diventare un “fatto di popolo”. Si giunga quindi ad un programma essenziale, con alcune proposte precise e condivise, sostenibili dal punto di vista finanziario e la cui implementazione sia verificabile da tutti.
Sullo sfondo di questo quadro, vi sia una campagna elettorale sobria, ricca di contenuti ma non dispendiosa di mezzi che rischiano di suonare stonati alle orecchie dei nostri concittadini già alle prese con problemi economici seri.
Certo non sarà semplice vincere la generale sfiducia nei confronti della politica, in generale, e dei partiti in particolare.
Purtroppo, un certo modo di  “fare politica” senza un’adeguata elaborazione teorica (cultura) ed un’ attenta coscienza morale (etica)  continua a degenerare inevitabilmente nell’intrallazzo clientelare o nel piccolo cabotaggio dei soliti mestieranti.
Per riannodare il filo spezzato con la fiducia  dei cittadini, occorrerà adottare alcune scelte essenziali che rispondano a criteri di novità, moralità e legalità.
Un sano realismo, infine, ci porti a considerare che da questa situazione non ne usciremo in tempi brevi. Pertanto, la celebre frase di don Mazzolari: La speranza vede la spiga, quando i miei occhi di carne non vedono che il seme che marcisce” sia una esortazione a guardare comunque oltre.

(dal BLOG di Appunti Alessandrini)

Roberto Massaro

domenica 19 febbraio 2012

Dove sono finite le ( care ) penne del Sindaco ?

25.000 € spese  per penne  di rappresentanza in un comune vicino al dissesto finanziario non stupiscono e indignano  più tanto, ma sono proprio  questi episodi maggiori e minori, fatto  di spese " allegre " e assolutamente non necessarie a decretare il fallimento di questa amministrazione . Le famose rose , i tornei ippici in centro, le municipalizzate che sponsorizzano  destra e manca  e in generale una gestione delle finanze assolutamente inadeguata  ci hanno portato alla crisi finanziaria che tutti gli Alessandrini purtroppo conoscono. Atm  e Cisacca in grave difficoltà, Amiu venduta per citare i casi più eclatanti che colpiscono  lavoratori e cittadini di ogni zona e categoria ormai allo stremo e preoccupati per il loro presente e futuro.
Con un pò di ironia residua ci viene da chiedere a quali personalità e "firme " importanti  siano destinate queste stilografiche , forse ad qualcosa di fondamentale come l 'incontro tra Roosvelt, Churchill e Stalin a Yalta o qualche importante accordo sindacale ? Non lo so... spero solo ne sia rimasta una, signor Sindaco , come da tempo le chiedono le opposizioni, per le sue Dimissioni.

Daniele Coloris

venerdì 3 febbraio 2012

Il mondo fatato del mio sindaco


Sì, anche se la pensiamo diversamente, lui è il mio sindaco, anzi il sindaco di tutti.
È interessante aprire il sito di RadioGold e vedere il banner politico di Fabbio con il motto "vicini alle decisioni" e leggere le critiche delle scelte appena prese sull'emergenza neve.
Esatto, ormai basta un po’ di neve o di pioggia e siamo in emergenza, ma non voglio entrare in questo discorso, ma piuttosto mi domando:
dove vive il mio sindaco?
Il mio sindaco vorrebbe che tutti i cittadini prendessero i mezzi pubblici (quali?... e non aggiungo altro), che si potessero parcheggiare le proprie macchine sottoterra in silos fantastici (non è riuscito nemmeno a costruire un ponte, che lui stesso ha abbattuto...), che il centro diventasse un posto sicuro, privo di pericoli, da vivere come un vero centro commerciale all'aperto (i negozi stanno chiudendo...)
Il mio sindaco vorrebbe per le famiglie servizi di qualità come, per esempio  i servizi all'infanzia, che prevedano un'alimentazione sana e controllata con prodotti biologici o a km zero (speriamo che gli diano da mangiare..), attività didattiche e
pedagogiche di eccellenza (un giorno hanno un insegnante e il giorno dopo chi lo sa...).
Per non parlare della viabilità e dei continui superamenti del pm 10 a danno della salute pubblica (... Il mio sindaco fa scrivere sui cartelli entrando in città che Alessandria è la città del verde e della paglia...), il falso di bilancio (...il mio sindaco non è mica un ragioniere...).
Al mio sindaco piace scrivere canzoni e poesie (che fa suonare ai suoi dipendenti...) e inventare fantastiche storie sul come si potrebbe vivere una stupenda città, la sua città.
Ribadisco, il mio sindaco che dice di essere vicino alla gente e alle loro decisioni, dove vive, ma soprattutto chi è?
Purtroppo i problemi della città e dei suoi cittadini non si risolvono facendo solo filosofia di vita. Occorre essere consapevoli di quello che ci circonda, dei problemi strutturali del Comune e delle nostre partecipate, che non riescono più a garantire servizi seri per la gente.
Occorre prendere delle decisioni sulle cose che contano e, secondo me, le cose importanti sono la salute pubblica, i servizi alle famiglie e, non per ultimo, promuovere politiche attive verso i giovani, che hanno bisogno di posti sicuri dove incontrarsi,che hanno bisogno di scuole serie, che hanno bisogno di avere delle prospettive di lavoro.
Forse un Comune non può soddisfare tutto, ma almeno il mio sogno non è sapere quanti buchi stradali il mio comune riesce a tappare nell'arco di una giornata.

Io per ora ho solo una speranza che il mio sindaco diventi un altro.

Erik Barone

martedì 31 gennaio 2012

Uscire dal Caos considerazioni e proposte per la viabilità

Caos è una parola grossa, ma basta spostarsi dal quartiere Cristo verso le altre zone della città per rendersi conto che non è un' esagerazione : la viabilità per colpe recenti e antiche è andata peggiorando con tutto quello che ne consegue in termini di decadimento della qualità della vita ( tempo, spese e salute ), superando i limiti di guardia ambientali senza che vi sia stato il benché minino intervento.
Accessi: I due punti di transito principali al quartiere, viale Brigata Ravenna e via Maggioli, non hanno alternative significative e, non solo nelle ore principali, le code e i rallentamenti sono frequenti ; le altre vie di accesso ( dalla tangenziale attraverso la zona D3 ) sono per ora poco frequentate e incentivate , per raggiungere il Cristo dal ponte Tiziano bisogna passare da Casalbagliano, aumentando di molto la percorrenza oltretutto su una stradina secondaria e piena di curve ( in mezzo c è l ormai dimenticato, enorme e quasi inutilizzato scalo ferroviario). La nostra proposta di un accesso pedonale lato sud alla stazione ferroviaria, con relativi parcheggi, nella zona sud è stata pressoché ignorata.
Passaggi a Livello considerando lo sviluppo della tangenziale sud un interessante alternativa è ( potrebbe..) quella che permette l' accesso da via Casalcermelli, peccato che il passaggio a livello che interessa la linee ferroviarie di Nizza e Acqui rallenti ( e tanto in alcuni casi) la viabilità ; nonostante i solleciti da parte dei cittadini e delle opposizioni nessun tentativo risulta essere stato fatto dalla 'Amministrazione Comunale in questi anni con le Fs ( Rfi ) per la realizzazione di un sottopasso, tecnicamente complicato in quel punto, ma possibile nelle vicinanze. Via della Moisa è di fatto impraticabile, rimessa in ordine potrebbe essere un ulteriore valvola di sfogo,pur mantenendo gli attraversamenti ferroviari.
La Falsa zona 30 : quella di corso Acqui non ne ha certo le caratteristiche, mancano le piste ciclabili ( cosa sono ? ), transitano mezzi pesanti, non vi sono alternative alla intensa circolazione, la strada è pericolosa per pedoni e ciclisti, rumorosa sul porfido, insomma un pastrocchio inutile e costoso fatto solo per rispettare le percentuali regionali , al pari delle ridicole ztl in vie periferiche
Trasporto Pubblico Inserito in un discorso ampio che riguarda tutta la città, la scarsa attenzione verso questo settore ha portato a una crisi di mezzi e risorse con ripercussioni su tutto il servizio, corse annullate, ritardi, difficoltà di transito e in generale una vera e propria opera di “ disincentivazione “.
E' importante recuperare il concetto di mobilità urbana sostenibile in un’idea più ampia di sviluppo e riqualificazione urbana, tenendo presente come si vogliono indirizzare i flussi veicolari, come e dove si vuole modulare e garantire l’accessibilità, dal quartiere Cristo con i suoi problemi legati alle necessità di un pendolarismo sempre più diffuso verso un ragionamento ampio che deve riguardare tutta la città
Uscire dal Caos non è una esagerazione, ma deve essere un modo nuovo di pensare la mobilità , rispettoso delle persone e dell' ambiente.

Daniele Coloris , Segr. PD Ceriana, mobiltità e trasporti PD AL
Mauro Vercellese capogruppo e Marco Marzi direttivo, PD Ceriana

domenica 22 gennaio 2012

Mobilità "insostenibile"

di Marco  Marzi
Sta fortunatamente volgendo al termine un quinquennio nel corso del quale i provvedimenti da parte dell’attuale Giunta Comunale di Alessandria in materia di mobilità urbana non hanno certo brillato per lungimiranza.
La nuova Amministrazione si era appena insediata nel 2007 quando abbiamo assistito alla realizzazione della Ztl creativa, nelle strade più periferiche della città, meno trafficate ed in alcuni casi addirittura nemmeno asfaltate.
Si è proseguito con l’esilarante boutade degli spazzacamino per contrastare l’inquinamento atmosferico e con l’imposizione di una pseudo zona 30 in Corso Acqui realizzata al solo scopo di utilizzare i finanziamenti regionali, e che ha prodotto nel tempo risultati assolutamente negativi: maggiore caos del traffico a motore ed un più elevato pericolo per ciclisti e pedoni.
Nel frattempo, per evitare malintesi sul concetto di mobilità sostenibile promosso dall’attuale Giunta, si è realizzata la progressiva discriminazione di chi utilizza la bicicletta parallelamente allo smantellamento del trasporto pubblico cittadino.
Come non citare infine la mirabolante pavimentazione catalitica che si mangia le emissioni inquinanti, nonché la crescita costante della percentuale di parcheggi a pagamento e delle relative tariffe.
In questo desolante quadro di interventi sconclusionati, approssimativi e privi di organicità giunge la notizia dell’abbassamento del limite di velocità da 50 a 30 km/h nella zona racchiusa tra gli spalti, in quanto tale misura favorirebbe la riduzione dell’inquinamento.
Fa piacere che dopo 5 anni anche questa Giunta ne abbia preso atto, alla Facoltà di Fisica ne saranno lieti, ma non è certo con le ordinanze che si migliora la mobilità urbana. Come pensa la Giunta di far rispettare tali limiti? Posizionando forse una pattuglia ad ogni incrocio?
E’ giunto il momento di voltare pagina, sia nel metodo che nel merito, così da sviluppare un progetto complessivo e strutturale di mobilità sostenibile che riguardi l’intera città. Bisognerebbe partire da un confronto serrato e franco con le Associazioni di Categoria, quelle ambientaliste e gli altri principali portatori di interesse, così da individuare un percorso e degli obiettivi condivisi che tengano conto dei vincoli e delle esigenze presenti e future.
Occorre fornire risposte a chi chiede di potersi muovere in bicicletta da un’estremità all’altra della città con percorsi sicuri ed integrati nel contesto urbano. Occorre progettare e realizzare vere zone 30 sulla falsariga delle migliori esperienze europee, secondo una visione integrata della città, e non suddivisa a compartimenti stagni. Occorre da un lato realizzare un piano dei parcheggi più ambizioso, e dall’altro incentivare e facilitare l’uso del trasporto pubblico.
Ma soprattutto è fondamentale integrare il concetto di mobilità urbana sostenibile in un’idea più ampia di sviluppo e riqualificazione urbana, tenendo presente come si vogliono indirizzare i flussi veicolari, come e dove si vuole modulare e garantire l’accessibilità ai servizi da parte dei cittadini e delle imprese, come si vuole rilanciare il commercio nel centro storico ed in che modo si intende rendere efficace la distribuzione delle merci.
Questi aspetti non sono incompatibili con il contrasto dell’inquinamento atmosferico, a patto che siano chiari due concetti base: da un lato evitare di calare sulla cittadinanza decisioni dall’alto soprattutto nelle fasi di pianificazione e progettazione, e dall’altro pensare allo sviluppo di una mobilità sostenibile riguardante il territorio cittadino (sobborghi compresi) nel suo insieme.
In un ambito dove la sensibilità dei cittadini è crescente il centro-destra ha già fallito e non è più credibile, ora tocca al centro-sinistra prendere l’iniziativa e dimostrare di avere le idee chiare a riguardo.



venerdì 23 dicembre 2011

Lega Roma – Alessandria: la strategia della ritirata

di Roberto Massaro

Ci sono evidenti analogie nell’atteggiamento assunto dalla Lega Nord a livello nazionale e a livello locale.
Nelle ore in cui a Roma il presidente Monti annunciava la sua amara ricetta, preparata per arginare il rischio di default dell’Italia, a Vicenza, in una situazione surreale, il sedicente Parlamento della Padania convocato dalla Lega Nord, lanciava la secessione secondo il modello cecoslovacco.
Non più con i fucili dei bergamaschi o con i carri blindati in piazza San Marco ma attraverso una separazione consensuale dallo Stato italiano; una forma di secessione “morbida”, secondo lo schema che nel 1993 portò alla pacifica nascita della Repubblica Ceca e della Slovacchia.
Per la Lega Nord si tratta del ritorno ad una strategia che, da un lato segna il ricompattamento del partito intorno al leader Bossi dopo i distinguo e le polemiche dei mesi scorsi e, dall’altro, la riproposizione di un mantra delle origini, seppure, in salsa moderata.
Nell’attesa che tutto ciò si compia, la Lega attraverso i suoi parlamentari e sotto la guida dell’ex ministro Maroni, “a Roma farà il culo a Monti” secondo l’illuminata indicazione dell’altro ex ministro Calderoli.
Francamente, di questo linguaggio triviale (e non solo di questo), non ne sentiamo la mancanza.
Per fortuna ci stiamo di nuovo abituando ad un modo di comunicare più consono al ruolo istituzionale di chi governa questo paese.
Ma ci sono due obiezioni che sorgono spontanee: a nome di chi la Lega chiede la secessione del Nord? Dei suoi elettori? Ma questi, comunque, anche nelle zone di maggior radicamento costituiscono una minoranza. E poi: non era il federalismo fiscale la nuova frontiera programmatica del partito di Bossi? Lo era a tal punto che su quell’ altare, negli anni di governo con Berlusconi, sono state sacrificate molte istanze della prima ora: la legalità, la lotta alla burocrazia e alla partitocrazia romana,etc. ingoiando bocconi amarissimi pur di rimanere il primo commensale alla tavola delle cene di Arcore.
Ma vi è un’altra grave colpa di cui la Lega deve rendere conto e che non può scaricare su Monti o su altri: aver sempre difeso l’ex ministro dell’economia Tremonti, condividendo le scelte ed il metodo di lavoro e diventando, quindi, corresponsabile del disastro economico nel quale oggi ci troviamo ad annaspare.
Anni passati a temporeggiare , più che a governare.
L’ Italia, da paese fondatore dell’Europa, si è ridotta ad essere un “sorvegliato speciale”, un rischio per l’ Unione.
Troppo comodo adesso chiamarsi fuori, troppo furbo andare oggi all’opposizione.
Si può discutere sulle scelte del governo Monti, si può essere d’accordo oppure chiedere di rivederle, ma il dato di partenza rimane sempre lo stesso: a questo disastro non si doveva arrivare e chi ha governato negli ultimi anni, (Lega Nord compresa) porta un grave carico di responsabilità.
Aggrapparsi oggi nella strenua difesa dei 40 anni di contributi per il diritto alla pensione appare come una scelta strumentale ed insufficiente dopo aver votato condoni fiscali a ripetizione, aver condiviso i provvedimenti in materia di giustizia a difesa del cavaliere, aver salvato in Parlamento personaggi di dubbia qualità morale destinati ad alloggiare nelle patrie galere, aver aperto a Monza inesistenti sedi ministeriali, etc.
Non basterà un bagno purificatore nelle “sacre” acque del Po per lavare le colpe di Bossi e del suo partito.
E, mentre a Roma la Lega si sfila, ad Alessandria fa altrettanto.
A pochi mesi dalla fine del mandato del sindaco Fabbio la Lega, dopo aver sostenuto compatta l’attuale giunta per oltre quattro anni, si è chiamata fuori temendo, forse, un magro incasso alla prossime elezioni amministrative. La motivazione di questa ritirata sta nell’assenza di fiducia nel sindaco Fabbio e nell’ assessore al bilancio Vandone, dopo la sentenza della Corte dei Conti.
Eppure la Lega Nord ha sempre votato compattamente i bilanci presentati dall’assessore Vandone pur in presenza di obiezioni sollevate dal collegio dei revisori. Ma non solo.
La Lega Nord ha sostenuto complessivamente l’attuale giunta condividendone scelte e obiettivi.
Non si è sfilata quando sono state aumentate le rette della refezione scolastica; non si è opposta all’abbattimento del ponte Cittadella pur in assenza della necessaria copertura economica per la costruzione di quello nuovo; non ha alzato la voce di fronte alla gestione scellerata delle municipalizzate; non si è preoccupata che il Comune venisse meno ai suoi impegni con il Cissaca, mettendo a rischio l’assistenza alla fasce di popolazione più in difficoltà; non ha puntato i piedi sulla questione del Teatro Comunale vera perla di inefficienza ed incapacità di questa giunta.
Adesso, a pochi mesi dal voto, d’improvviso la folgorazione.
Ma, è una scelta tardiva, che non solleva la Lega Nord dall’ assunzione di responsabilità nel malgoverno della città.
Non quindi “Avanti popolo alessandrino” come campeggia sui manifesti della Lega in città ma piuttosto “Destati popolo alessandrino”, un’alba nuova già s’ approssima.

mercoledì 30 novembre 2011

Un salto di qualità per Vincere



Considerazioni ( amare )  e azioni su municipalizzate 

I risultati ottenuti alle primarie vanno considerati decisamente buoni data la presenza di solo due candidati, in una giornata non semplice per clima e concomitanza con altre iniziative. Molte iniziative del PD che hanno contribuito al successo così chiaro di Rita Rossa sono state organizzate dal circolo del Cristo e della Fraschetta con numerose serate di dibattiti, incontri e collaborazione alle altre iniziative.
Riteniamo doveroso che il partito, dopo il successo ottenuto, continui e intensifichi il percorso intrapreso, se pur ricco di ostacoli, per arrivare con idee chiare e un programma condiviso con la coalizione sulle tematiche fondamentali per la nostra città.
Quindi ci sembra necessario dover trattare  e riprendere numerosi temi, a partire dalle  Municipalizzate e Partecipate. Bene ha fatto il gruppo consigliare a votare contro la privatizzazione selvaggia, dell’AMIU e riteniamo che anche la possibiltà di un simile provvedimento per l’ATM vada affrontato con la stessa caparbietà, limitandone la svendita vera e propria.
Si tratta di aziende che in questi anni sono state gestite malissimo, a livello finanziario e di servizi (la diminuzione della percentuale di raccolta differenziata o il pressochè nullo incentivo ad usare i mezzi di trasporto pubblici ), la stessa ATM non è ancora in regola con i contributi dei dipendenti e nel solo 2010 ha perso quasi 1 milione di euro ; ci sembra perciò assurdo far pagare alla collettività gli errori di gestione.
Crediamo che sia fondamentale come anche in altre partecipate e municipalizzate, l’azzeramento dei vertici oggi in carica per procedere ad una amministrazione trasparente ed efficiente, tenendo presente che sarebbe opportuno il ridimensionamento del numero delle partecipate stesse.
Questo è solo il primo punto e l’inizio per un periodico confronto sui temi della campagna elettorale che come segretari dei due circoli e componenti del coordinamento, intendiamo affrontare con i cittadini.
A tal proposito, entro il prossimo mese di dicembre proponiamo di organizzare assemblee dove presenteremo delle vere e proprie idee di programma , che partono dalle zone per convergere verso un unico progetto.
Ci preoccupa molto la  forte frammentazione  che  ci troveremo alle elezioni comunali  data dall’elevato numero di candidati alla carica di sindaco e l inevitabile proliferare di liste, è perciò indispensabile che il PD faccia il salto di qualità per permettere alla nostra candidata di avere un ruolo forte e vincente.

Cristina Mazzoni segretaria Pd Fraschetta                         
                                                                     Daniele Coloris segretario PD Ceriana

giovedì 27 ottobre 2011

Raccolta Differenziata - Nuovi Bidoni... in notturna... -


Una svolta nella raccolta differenziata nella zona Cristo-Norberto Rosa; questa notte e sottolineo notte (ore 21:30-22:00) hanno consegnato i nuovi bidoni per la raccolta dei rifiuti. Questi sono stati posizionati e poi rifiniti con gli ormai famosi nastri bianco-rossi. Sinceramente, mentre assistevo allo spettacolo dalla finestra della mia abitazione, ho trovato alquanto curioso l'orario dell'avvenimento e subito mi è tornato alla mente lo sforzo, anche economico, che ogni condominio di questa parte della città aveva fatto per predisporre nei propri cortili o spazi una zona di raccolta, talvolta con pedana inclinata e conseguente pavimentazione, atta ad ospitare i bidoni condominiali e a permettere l'accesso al personale addetto. Ricordo anche l'impegno profuso da tutti nel cercare di "differenziare" il più possibile e a rendere quelle aree ordinate e pulite. Fatico sinceramente a pensare che questa nuova soluzione possa migliorare la qualità del servizio e credo che nessuno potrà ricambiare l'impegno, ricordo anche economico, che ognuno aveva speso nei confronti della Raccolta Differenziata.
BuonaNOTTE a tutti!

Giulio Noccioli

domenica 21 agosto 2011

Il Partito Democratico per Alessandria


Daniele Coloris segretario PD Ceriana   Cristina Mazzoni segretaria Pd Fraschetta  

Le valutazioni e le richieste fatte a livello di circolo, assemblea e in generale i contatti a vari livelli con la realtà alessandrina ci impongono alcune considerazioni, che riteniamo debbano essere priorità per il Pd e il Centrosinistra in Città. La preoccupazione maggiore per Alessandria è la crisi economica, presente in ognuno dei temi elencati e che non trova nessuna indicazione e possibilità di risoluzione a livello locale; anzi, le possibilità di sviluppo che il nostro territorio può e deve avere, sono state vanificate da scelte errate fatte dall’attuale amministrazione che ha compromesso soprattutto la possibilità di rilancio occupazionale.
Municipalizzate: la cattiva gestione economica e clientelare ha portato soprattutto in ATM (a un passo dal fallimento) e AMIU a gravi rischi per i dipendenti, che sono scesi in piazza con i sindacati per difendere il loro posto di lavoro. Non ingannino i bilanci presentati, tanto è vero che il debito strutturale sta aumentando, non vengono pagati i contributi previdenziali e allo stato attuale non sono in grado di assicurare una gestione decente per il futuro. I debiti, soprattutto verso il CISSACA, la cessione di Aristor accentuano la grave situazione economica e sociale della città.
Ambiente: La tutela dell'ambiente resta sempre uno degli aspetti sul quale orientare le politiche di una amministrazione; oggi, a differenza di qualche decennio fa, è possibile coniugare meglio la tutela dell'ambiente con lo sviluppo industriale mantenendo la vocazione produttiva delle nostre aree, come ad esempio la Fraschetta, selezionando adeguate politiche di bonifica e spingendo la produzione industriale verso i settori di più alta qualità. Vogliamo che il polo industriale di Spinetta continui a vivere e continui a dare occupazione. Ma proprio la risoluzione del problema ambientale della Fraschetta e della Città ne è la necessaria condizione.
Infrastrutture: le scelte assurde in tema di logistica (spostata solo sulla carta a San Michele senza collegamenti ferroviari), hanno non solo precluso qualsiasi possibilità di sviluppo in questo settore che teoricamente avrebbe portato a numerosi posti di lavoro, ma anche affossato lo scalo ferroviario che da grosso impianto è diventato una enorme struttura semi abbandonata; sempre nel campo ferroviario la perdita dei collegamenti principali, le scelte (o non scelte) sui parcheggi della stazione, sui numerosi passaggi a livello del territorio sono sinonimo colpevole di disinteresse verso un settore strategico come quello del trasporto, come peraltro è evidente anche nella vicenda di Arenaways a rischio chiusura (74 lavoratori).
Viabilità: non ha pagato la scelta di un centro città aperto al traffico legato agli aumenti dei costi dei parcheggi, le difficoltà di collegamento con la Fraschetta, il quartiere Cristo quasi isolato, con tutti i problemi commerciali inerenti a tale situazione. Una seria politica sul trasporto pubblico non è mai stata affrontata. Le zone 30 e Ztl sono servite solo a far “cassa” e percentuali, ma sono mal dislocate per non dire fasulle. C'è la necessità di progetti nuovi e efficienti, ma vediamo che tutti i problemi sono elusi e non affrontati, puntando solo alla realizzazione costosissima e incerta del ponte Meier.
Rifiuti: Le schizofreniche scelte fatte sulla raccolta attualmente "differenziata" solo rispetto alle varie zone della città, non solo non ha portato a benefici economici nella gestione del AMIU, ma ha compromesso la buona percentuale di raccolta che si stava attuando con il porta a porta in progressiva dismissione.
Salute e Servizi: Questa amministrazione ne sta riducendo la qualità e quantità, dall’aumento delle rette degli asili alla trascuratezza nell’affrontare la salute dei cittadini, con la vicenda delle farmacie comunali vendute non si sa ancora bene a chi e la desolante rinuncia alla prospettiva della costruzione del nuovo ospedale di Alessandria da parte dell’Amministrazione Comunale e della Giunta Regionale.
Cultura: Il teatro comunale, su cui la precedente giunta regionale aveva fatto importanti investimenti economici e politici è chiuso ormai da quasi un anno senza che si veda una data certa di riapertura.
La contestata approvazione del Bilancio Comunale (con il parere negativo dei revisori), l'indagine sul Ragioniere Capo del Comune e l'arresto di un consigliere comunale sono il risvolto finale e tragico, che certifica innanzitutto il fallimento politico di questa amministrazione, oltre a quello finanziario; i numeri negativi e le scelte sbagliate la dicono lunga sull’ incapacità di trovare soluzioni. La moralità e serietà sulle scelte politiche e sulle persone devono essere per tutto il centrosinistra punto di riferimento e motivo di discrimine assoluto.

Riteniamo che il PD Alessandrino, che deve completare l'opera di radicamento in tutti i territori della città, debba continuare la denuncia su questi temi, fare della comunicazione e del contatto con le persone un motivo di vita politica giornaliera; solo così e con un programma serio e condiviso possiamo accreditarci del successo nelle prossime elezioni.
La scelta delle primarie entro l'autunno e il confronto sulle linee guida con le altre forze politiche sono i passaggi necessari e urgenti per costruire ad Alessandria una coalizione vincente e avere un candidato a Sindaco che possa essere il punto di riferimento della nostra campagna elettorale.
Il Partito Democratico della città di Alessandria, nella sua interezza e articolazione locale ha tutti gli strumenti e le capacità per affrontare la situazione politica attuale; la legittimazione, le nostre proposte e azioni sono e devono essere la nostra forza. Siamo e dobbiamo essere all’altezza della situazione, semplicemente orgogliosi di rappresentare il PD in questa città.